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domenica 23 febbraio 2014

Fagioli à la Aldo

Si tratta di una squisitissima ricetta che ci fa riscoprire un ingrediente spesso ignorato, abbandonato in cucina insieme a spezie mummificate e altre amenità che generalmente non si usano tutti i giorni: l'aceto.
L'aceto è una cosa grandiosa, dà un sapore immenso a tutto, è privo di grassi ecc., quindi si può dire che grosso modo sia salutare.
In realtà su Internet ci sono ricette che indicano il limone, al posto dell'aceto, ma a noi del Trangugio ci piacciono le cose semplici, quindi vai con l'aceto.
Gli ingredienti sono:
  • fagioli
  • cipolla
  • tonno
  • aceto
  • aglio
  • olio (oppure non scolate il tonno, tanto fa lo stesso, no?)
Facile, no?
In linea di massima, è possibile semplicemente versare il tutto in un piatto e mangiare (do per assodato che i fagioli siano quelli in barattolo, precotti). Oppure, si può tagliare la cipolla in anellini e metterla a bagno nell'aceto con un po' di acqua, riscaldare i fagioli giusto per non sentirsi uno schifo nel mangiare roba fredda appena versata dal barattolo, e se uno proprio vuole può scolare il tonno. Aggiungere anche un po' d'aglio non può far che bene.
Alla fine si unisce il tutto e per dare il tocco di alta cucina si può far cadere un filo d'olio (se invece non avete scolato il tonno, siete a cavallo, oppure ci aggiungete entrambi i tipi di olio, nessuno vi punirà).
Ecco come dovrebbe apparire il piatto:


Ecco invece come dovrebbe apparire secondo la ricetta del Trangugio.


Inutile dire che quest'ultima versione ha molto più fascino.
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Note: Questa ricetta è dedicata al fan n°1 del Trangugio, Aldo, che ha avuto la sfortuna l'onore di dare il nome a questo piatto.

sabato 11 gennaio 2014

Pozione curativa al brodo di pollo HP +100

Finite le feste natalizie, si ritorna a casa nel freddo dell'inverno, con la pancia ancora piena dai cenoni e coi germi che scateneranno in pochi giorni un raffreddore che, se si è accorti, magari non si sviluppa in influenza.
Quindi quale piatto più adeguato, per questo periodo e per questa sciagura microbica, se non il brodo di pollo?
Una ricerca condotta da una famosa università americana (o forse no, ma tanto chi va a controllare?) ha scoperto che il pollo, bollito per ricavarne il brodo, libera la cisteina, un aminoacido simile all'acetilcisteina, usata farmacologicamente per problemi respiratori e altre belle cose.
Quindi, è bene armarsi di abilità alchemiche e preparare questa pozione.
Prima di tutto procuratevi UN POLLOOOOH e fatelo sacrificare a Satana da Richard Benson in nome del Natale del Male.
Dopodiché potete procurarvi gli ingredienti:

  • Sale
  • Aglio
  • Cipolla
  • Pomodori
  • Origano
  • Rosmarino
  • Verdure assortite
  • Il ca**o che vi pare, in effetti non c'è limite alla roba che si può usare per fare il brodo.


Ora veniamo alla parte tecnica.
Gettate il tutto in un paiolo pieno di acqua e accendete il gas.
Consiglio: potete anche usare una sola coscia di pollo. Vi suggerisco comunque di non togliere la pelle prima di gettare il pennuto in acqua: meglio farcelo bollire con tutta la pelle, che formerà poi una patina di grasso sulla superficie del brodo. Questa permetterà al brodo di mantenersi caldo più a lungo quando lo si servirà.
Fate bollire per un certo tempo.
Quando ritenete opportuno, potete spegnere e servire o conservare in contenitori da congelare per un prossimo pasto.

E ora un po' di immagini:

Il brodo che bolle.



La pozione, riposta in contenitori da conservare, sotto una luce sexy.

domenica 3 novembre 2013

Il Drago Verde Crestato

Una ricetta per veri uomini impavidi.
Per la preparazione di questo piatto bisogna indossare:

  1. Cotta di maglia
  2. Elmo
  3. Scudo di quercia fatata
  4. Quattro.
  5. Spada magica a due mani
  6. Palle girate con sette diversi tipi di fumo
Per quanto riguarda gli ingredienti:
  1. Peperoni verdi
  2. Farina di mais
  3. Formaggio Maasdam
  4. Quattro
  5. Cipolla
  6. Pomodori
Prendete i peperoni, tagliateli e togliete le interiora (semini ecc.). O anche no.
Preparate un soffritto di cipolla con qualche pomodorino.

Immagine a titolo di esempio: vi consiglio di abbondare con la cipolla

Quando vi pare, magari prima che il soffritto si carbonizzi, gettatevi i peperoni tagliati a pezzetti.

Peperoni tagliati a pezzetti, la materia da cui sorgerà il drago

Coprite con un po' di acqua, aggiungete sale, dado, aglio, qualsiasi cosa possa insaporire. Fate bollire bene bene.
Nel frattempo preparate una polenta. Se non sapete come si fa, consultate questo post (se veramente avete bisogno di consultare i miei post per cucinare, siete alla frutta, no davvero).
Bene. Prendete i peperoni a pezzi che avete appena cotto in padella e frullateli col miniprimer. Attenti: mantenete un po' di acqua, cioè non fatela prosciugare dalla padella mentre cuocete i peperoni, altrimenti quando frullate vi uscirà una poltiglia secca.
Una volta frullati i peperoni e pronta la polenta, versate polenta e padella in un piatto. Tagliate fette di Maasdam belle lunghe e spesse e inseritele nella pappetta per formare la cresta, ed ecco: è nato il Drago Verde Crestato.

Il Drago dall'alto

Il ruggito del Drago

In teoria i peperoni conviene cuocerli al forno tutti interi e poi spellarli. Questo se siete delle mezze calzette. Ma un vero guerriero si nutre della dura pelle del drago e non fa storie, quindi via, peperoni con la buccia e idromele per tutti!

mercoledì 16 ottobre 2013

La fagiolata

La fagiolata è il piatto più buono del mondo, nonché l'emblema del Trangugio. Contiene tutto ciò che serve per sopravvivere. O forse no. Le patate per esempio sono un alimento completissimo. Quindi forse sono migliori dei fagioli. Però anche i fagioli non scherzano.
La cosa buona dei fagioli è che essendo dei legumi fanno molto bene, contengono ferro, sono molto economici e, per la felicità dei tipi impegnati come noi, li vendono già cotti in pratici barattoli di latta post-apocalisse nucleare.
Quindi, alla lista di alimenti da sopravvivenza possiamo aggiungere i fagioli (nei prossimi post incontreremo gli altri, come le patate).
Nei primi tempi di università mi limitavo a versare i fagioli in padella e a riscaldarli per 3-4 minuti. Poi le cose sono cambiate e ho imparato a fare quella che credo sia una fagiolata, arricchita ogni volta con qualche ingrediente in più.

Ingredienti:
  • Un barattolo in scatola di fagioli (borlotti, cannellini, bianchi di spagna, neri alla messicana, so' tutti buoni)
  • Aglio, onnipresente in virtù delle sue qualità taumaturgiche.
  • Sale
  • Dado in polvere
  • Acqua
  • Olio EVO
  • [opzionale] Salsa di pomodoro
  • [opzionale] Macinato qualsiasi, un etto può andare bene
  • [opzionale] Olio piccante, di quelli fatti in casa e conservati nei vasetti, o almeno io uso quello, immagino che possa andare bene anche del peperoncino tritato.
Ecco come prepararla in tre step.

Step 1

Versate i fagioli in una padella. O anche in una pentola. Quindi copriteli con acqua tenendo a mente che quell'acqua dovrà essere assorbita ed evaporare - quindi abbondate. A questa miscela aggiungete dell'aglio (potete tritarlo o usare dell'aglio in polvere), un pizzico di sale, un po' di dado in polvere per avere quel bel retrogusto di glutammato, e se uno vuole può anche mettere spezie varie, tanto non ti arrestano mica.

Per un gusto più ricco, scegliete padelle dal teflon ben sgrattato!

Step 2

Fate bollire il tutto e amalgamate che sennò si attacca. Io importuno i fagioli, li schiaccio col cucchiaio di legno sperando di farli ingrossare di acqua e indurre la metamorfosi in crema (in realtà non diventa una vera e propria crema, ma per gustare il piatto come bevanda energetica per la colazione, si può sempre mettere il tutto in un frullatore). Quando lo ritenete opportuno, cioè quando l'acqua ormai è diminuita, avete due scelte: a) se vi basta così, potete spegnere la fiamma, il piatto è pronto e potete mangiarlo condendolo con un po' di olio, al massimo potete decidere se tenerlo più liquido o più denso, e quindi decidere se tenerlo di più o di meno sulla fiamma; b) se volete arricchirlo ulteriormente, aggiungete un po' di salsa e continuate la cottura; in aggiunta alla salsa si può versare del macinato, cuocendo così entrambe le cose per imitare qualcosa di messicano, soprattutto con l'aggiunta di un po' di olio piccante.
È pronto, si mangia.

Per motivi legali, non ho potuto mostrare scene di molestie verso i fagioli

Step 3

In alternativa alla versione "cremosa", potete optare per una via di mezzo (un po' meno crema e un po' più fagiolo) che può essere utile da mangiare con la pasta, sempre con un po' di olio a crudo per tenere meglio incollato il tutto e farlo scivolare facilmente nell'esofago.


Suggerimento: il modo migliore per gustare la fagiolata è in forma cremosa, insieme a una Piadina della Disperazione.

mercoledì 2 ottobre 2013

La polenta aromatizzata ebbasta

Purtroppo ho scoperto che esistono già ricette di polenta aromatizzata. Ma coi funghi! Questa qui è solo una polenta aromatizzata ebbasta.
Da buon terrone non ho la più pallida idea di come si prepari in maniera tipica, quindi probabilmente eventuali settentrionali sbatteranno cadreghe a destra e a manca per la rabbia, nel leggere questa "ricetta".
Sticazzi.
Ingredienti: acqua, sale, aglio, dado in polvere, spezie (origano), burro, farina di mais, formaggio grattuggiato [opzionale]. La farina di mais è come la farina classica, ma di mais. Chi l'avrebbe mai detto? Colore paglierino. Non è roba bizzarra, si trova ovunque, costa poco, e ti dura anni visto che con l'acqua si gonfia tutto d'un tratto e ne va messa poca sennò è un casino. Attenzione a non farla durare troppi anni, altrimenti fa i vermi. True story. Poi vi racconterò.

Foto di gruppo degli ingredienti (tranne la farina di mais, assente perché stava scattando la foto)

Ricordo che la ricetta è per n°1 persone, perché noi siamo lupi solitari.
Versate l'acqua in un pentolino (mezzo litro?). Metteteci le spezie: io scelgo l'origano, ma in futuro proverò con un blend di altre erbe. Tagliuzzate mezzo aglio fino a tritarlo finissimo, al punto non da polverizzarlo ma di vaporizzarlo. Quindi lo buttate nel calderone pentolino. Prendete del sale e mettetecelo dentro. Poi anche un po' di dado in polvere, un pizzichino, o anche un trancetto di dado classico, come vi pare.
Staccate una noce di burro e buttate anche quella nell'acqua.
Date fuoco al pentolino.
Preparate un bicchiere e riempitelo per metà di farina di mais, o poco più.
Quando l'acqua comincia a bollire, con una mano versate pian piano ma con ritmo la farina di mais mentre con l'altra mano, forchetta in pugno, girate il tutto velocemente con virile vigore.
In pochi secondi l'agglomerato dall'aspetto liqueforme diverrà una specie di pouré e la forchetta incontrerà una resistenza maggiore che metterà alla prova la vostra forza (ma anche no).

Una visione suggestiva della polenta arrivata subito a cottura, con al centro un simpatico e misterioso orifizio generato forse da una bolla

La polenta è pronta. Potete spegnere la fiamma prima, per averla più liquida, o dopo, per averla più compatta e rischiare di bruciarla.
A questo punto so che i settentrionali la mangiano in diversi modi, per esempio la lasciano raffreddare per poi friggerla, oppure con particolari sughi ecc.
Io la mangio così com'è e mi piace.
Ovviamente preferisco accompagnarla col pane, un po' di formaggio maasdam, magari qualche spruzzata di maionese. Non so se è un primo o un secondo. Qui siamo anarchici, non crediamo nella gerarchia di potere né in alcun potere, quindi mangiamo i secondi come fossero primi e i primi come fossero secondi. E io mangio la polenta come mi pare.


Sembra spartano, ma in realtà lo è.

Riveliamo l'arcano:


Nella ricetta della Piadina della Disperazione suggerivo di non usare farina di mais al posto della farina classica 00. Ecco perché: la farina di grano classica, insieme all'acqua, crea una poltiglia appiccicosa che si può modellare e cuocere e farne il mondo; la farina di mais, invece, crea solo qualcosa come fiocchi di polenta che non si agglomerano come la farina normale, quindi praticamente non ci si può fare nulla, a meno che non la si mischi con la farina 00 o immagino con altre farine.
Io una volta, ingenuamente, ho provato, e mi son trovato con una coppa piena di pseudo polenta fredda invece che col blob da modellare. Purtroppo è andato tutto buttato, non fate il mio stesso errore.

lunedì 16 settembre 2013

La pasta col tonno diStrutto

La pasta col tonno è la ricetta base dello studente universitario medio.
Non a causa del giusto equilibrio tra carboidrati e proteine, né per la rapidità della sua preparazione, ma sostanzialmente perché persino un idiota sa prepararla.
Questa è una variazione che ho inventato proprio oggi.
Il procedimento è riassumibile in questa operazione matematica:

Ecco gli ingredienti:
  • Una scatola di tonno
  • # grammi di pasta di qualsiasi tipo
  • Acqua bollente con un po' di sale dentro
  • STRUTTO
Mettete a bollire l'acqua. Io il sale ce lo metto fin da subito così non mi dimentico.
Mentre aspettate prendete una manciata di strutto e mettetelo nel piatto. Una nocetta, o quanto vi pare. Tanto comunque non ha alcun sapore. Oggi non avevo il burro, di solito uso quello. Prometto che andrò a comprarlo.
Mentre aspettate (a noi non ci piace sprecare tempo), aprite la scatoletta di tonno e con la forchetta punzecchiatelo e distruggetelo fino a ridurlo a un omogeneizzato. Tipicamente il tonno appare come un ittiopside della famiglia degli scombridi, nuota ed è tutto d'un pezzo. Quindi va macerato ben bene nella scatoletta, così quando poi lo verseremo, si attaccherà alla pasta in maniera più o meno uniforme.
Quando l'acqua fa le bolle buttate la pasta.
Aspettate che sia pronta - universalmente bastano 10 minuti, è una legge fisica, universale.
Dopodiché, mi raccomando, scolate la pasta, e tutta bella bollente la buttate nel piatto in cui avevate già adagiato il pezzo di strutto. Questi si squaglierà. Aggiungete il tonno macerato e girate il tutto.
Ora potete mangiarla.

(Ho dimenticato di fare la foto prima di mangiare il pasto, ma non volevo comunque rinunciarvi.)
 
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